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Guida ADI al Dottorato 2020

La Guida ADI al Dottorato è uno strumento che l’Associazione dottorandi e dottori di ricerca Italiani (ADI) fornisce gratuitamente a chiunque sia interessato al dottorato, e che si propone di dare risposta ad alcune delle domande più frequenti sul dottorato di ricerca in Italia. 

Decreto Ristori: presentati due emendamenti sulla proroga. Un buon inizio, ma serve di più

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Presentati al Senato della Repubblica due emendamenti al Decreto Ristori dedicati alla proroga dei cicli XXXIII, XXXIV e XXXV del dottorato di ricerca, rispetto ai quali fondamentale è stato l’impulso dell'ADI nel dialogo con le forze politiche di maggioranza che si sono mostrate sensibili al tema. Tali emendamenti accolgono solo parzialmente e in misura diversa le nostre richieste, predisponendo proroghe con borsa per tutti i dottorandi, inclusi i dottorandi non borsisti e i dottorandi dipendenti pubblici in congedo (per i quali è prevista la relativa estensione della proroga del congedo retribuito); tuttavia rappresentano un primo passo nella giusta direzione.   

Un primo passo verso la proroga per tutti i cicli: il CUN approva la mozione all’unanimità

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Nel corso della seduta telematica del 12 novembre 2020, il  Consiglio Universitario Nazionale (CUN) ha approvato all’unanimità una mozione promossa dal rappresentante nazionale dei dottorandi e delle dottorande Giuseppe Naglieri in cui si raccomanda che il Ministero dell’Università e della Ricerca consideri tempestivamente la possibilità di una proroga di 6 mesi per il XXXIII ciclo e fino a 12 mesi per il XXXIV e per il XXXV ciclo, valutando le misure per coloro che stanno iniziando il XXXVI ciclo.

Senza confronto con le parti sociali nessuna riforma del dottorato e del postdoc!

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Negli ultimi giorni il Ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, ha rilasciato dichiarazioni che destano l’interesse di chi, come noi, si batte ogni giorno per i diritti e le prospettive di dottorandi e precari della ricerca. Riteniamo dunque essenziale che il Ministero si confronti con le parti sociali, evitando di chiudersi in un’autoreferenzialità che danneggerebbe tutta la comunità accademica. 

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