No alla tagliola, sì al finanziamento della riforma del preruolo

Ad un mese dal Congresso si è riunita l'Assemblea Nazionale dell’ADI, che ha avuto a tema, oltre ad una serie di questioni relative all'organizzazione interna, l'analisi della fase politica attuale e la posizione dell'Associazione rispetto alla riforma del preruolo universitario.

Legge di bilancio alternativa della Campagna "Sbilanciamoci"

Nel quadro della campagna “Sbilanciamoci”, di cui ADI è parte attiva assieme ad altre associazioni, abbiamo presentato la nostra proposta per la prossima legge di bilancio. Con l’articolo che abbiamo formulato chiediamo di stanziare un miliardo per le precarie e i precari della ricerca, proponendo:

Campagna di tesseramento 2023 - Un omaggio a Piero Angela

Siamo una comunità di dottorande e dottorandi, ricercatrici e ricercatori, dottoresse e dottori di ricerca. Siamo volontarie e volontari che ogni giorno dedicano un po’ del proprio tempo e della propria passione a costruire un futuro migliore per noi e per la nostra categoria in Italia. Aiutaci a farlo: iscriviti, proponi, protesta, partecipa, cambia, RICERCA!

Brain drain fear stalks Italy again

Italy’s new research minister has been warned she must act fast to stop thousands of highly skilled scientists leaving the country.

Up to 15,000 researchers currently paid by universities via short-term contracts could soon look for work in other countries, the association of PhD candidates and postdoc researchers ADI told Anna Maria Bernini in an open letter.

Tra scuola e ricerca: la necessità di una soluzione urgente

L’Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia continua a ricevere segnalazioni inerenti a condotte scorrette tenute da alcuni Dirigenti Scolastici in servizio presso istituzioni scolastiche dell’Ambito Territoriale di Padova. Questi ultimi hanno licenziato illegittimamente le assegniste e gli assegnisti di ricerca neo-vincitori del concorso ordinario DM 499/2020. In data 30 agosto 2022 abbiamo indirizzato un comunicato proprio all’USP di Padova, in cui venivano segnalati tutti i vizi di interpretazione della normativa vigente in materia di aspettativa di ricerca. La stessa comunicazione è stata inviata anche all’USR Veneto. 

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