Post-doc e reclutamento

L'impegno dell'ADI continua dopo il dottorato, sul versante della riforma del reclutamento accademico. 

Condizioni imprescindibili per la riapertura dei canali del reclutamento accademico sono lo sblocco del turn-over in vigore dal 2008 e il ripristino di adeguati livelli di finanziamento dell'università. Più ricercatori significa costruire un diverso modello di sviluppo del paese, basato su formazione, conoscenza critica e innovazione. 

Ci battiamo per una profonda semplificazione del post-doc, basata sulla riduzione dei tempi per l'accesso a posizioni di ruolo e sull'estensione di diritti e tutele sociali e previdenziali per le figure contrattuali pre-ruolo. Obiettivo ultimo è quello di eliminare il ricorso al lavoro precario in univeristà, dando prospettive certe ai giovani ricercatori.

La nostra proposta punta a due obiettivi. Il primo è la sostituzione delle attuali figure di Ricercatore a Tempo Determinato di tipo "a" e "b" con un'unica figura pre-ruolo fornita di tenure-trackIl secondo è il superamento dell'assegno di ricerca, contratto di lavoro parasubordinato che ha mostrato tutta la sua inadeguatezza in ordine all'accesso alla tenure-track, alle tutele sociali (disoccupazione) e alla compatibilità con i finanziamenti europei. L'ADI ipotizza l'introduzione di un contratto post-doc a carattere subordinato, dotato di maggiori tutele e il cui ricorso, da parte delle università, sia vincolato a forme di programmazione che ne impediscano l'abuso. 

Cosa abbiamo fatto? In questi anni, con le sue indagini annuali, l'ADI ha contribuito a consolidare posizioni condivise in merito all'esigenza di una riforma del pre-ruolo. Attraverso l'esercizio della rappresentanza, abbiamo inoltre contribuito alle proposte di semplificazione del pre-ruolo formulate dal Consiglio Universitario Nazionale (CUN).