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MIUR, dottorati “innovativi” e inderogabili deroghe: i punti fermi dell’ADI

MIUR, dottorati “innovativi” e inderogabili deroghe: i punti fermi dell’ADI

Dopo quattro mesi dall'emanazione del Decreto Direttoriale 353/2017, il MIUR torna parzialmente sui suoi passi. Con il Decreto Direttoriale 1373/2017, infatti, il ministero proroga gli "inderogabili" (sic!) termini relativi alla conclusione del progetto di ricerca e alla sua rendicontazione di ben 11 mesi, fissandoli rispettivamente al 30 settembre 2020 e al 30 novembre 2020.

Il MIUR riconosce dunque le criticità insite nel disciplinare attuativo per i dottorati innovativi a caratterizzazione industriale, che ADI aveva evidenziato sin dalla pubblicazione del decreto.

Dottorati innovativi e dove (non) trovarli

Come la valigia del mago Newt Scamander, protagonista dell’ultima fatica letteraria di J. K. Rowling, la fantasia dei burocrati del MIUR non cessa di produrre incredibili animali fantastici. L’ultimo di essi, in ordine di tempo, è il disciplinare attuativo del Piano Dottorati Innovativi che, oltre a contraddire precedenti provvedimenti dello stesso Ministero, sembrerebbe presupporre per i dottorandi la possibilità di viaggiare nel tempo.

Il piano prende il via con il Decreto Direttoriale 1540/2016 del MIUR, e prevede il finanziamento di borse di dottorato di ricerca di durata triennale, con l’obbligo di un periodo di formazione presso imprese e all'estero, per qualificare "in senso industriale" le proprie esperienze formative e di ricerca. L’obiettivo del piano è quello di generare ricadute positive sul tessuto produttivo ed occupazionale delle Regioni interessate dal programma (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).

Le Università di Roma "Sapienza" e Bari "Aldo Moro" prorogano la consegna della tesi di dottorato per il XXIX ciclo

Negli scorsi giorni due importanti atenei italiani, le Università di Roma “Sapienza” e Bari “Aldo Moro”, hanno posticipato la data di consegna della tesi di dottorato per i colleghi del XXIX ciclo, allo scopo di allineare la data di consegna a quella dei cicli precedenti e garantire la durata minima triennale del corso di dottorato.

Dopo la mozione proposta dall'ADI e approvata il 3 marzo dal Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari e la risposta a stretto giro del MIUR (con la quale il ministero invitava gli atenei a vigilare affinché la durata minima di tre anni del corso di dottorato fosse rispettata), l'impegno dell'ADI per ottenere una durata del corso di dottorato non inferiore a tre anni per tutti i dottorandi porta dunque ulteriori frutti.

Proroga consegna tesi di dottorato: il dietrofront del MIUR e i punti fermi dell’ADI

Lo scorso 18 maggio il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha inviato a tutti gli atenei una circolare in cui si legge: “La ratio del d.M. n. 45/2013 è infatti quella di garantire una durata effettiva ed uniforme del Corso di dottorato, che verrebbe elusa nel caso in cui alla proroga “legale” semestrale prevista dal Decreto dovesse affiancarsi una prassi contra legem derogatoria del chiaro disposto normativo incline ad accordare un’ulteriore proroga (annuale?) al dottorando che ne facesse richiesta al Collegio dei docenti e per le medesime esigenze contemplate nel Decreto.” (grassetto nostro).

In questo modo il MIUR intende mettere un punto nella vicenda del ripristino della proroga per la consegna della tesi di dottorato. Dopo mesi e mesi di discussione, di pressioni da parte dell’ADI e di timide aperture da parte del MIUR (se vi siete persi le puntate precedenti, leggete qui), la risposta definitiva dei burocrati del Ministero è, in altre parole: abbiamo scherzato, nessun collegio dei docenti vi potrà più concedere una proroga prima della consegna della tesi, ma soltanto i “valutatori esterni” potranno decidere di rinviare di 6 mesi la discussione pubblica nel caso si rendessero necessarie integrazioni e correzioni rilevanti.