Assegni di ricerca

Concorsi scuola e graduatorie provinciali per le supplenze (GPS): le FAQ dell'ADI

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Nei comunicati Quale valutazione degli assegni di ricerca nella scuola? Servono chiarimenti dal Ministero e Graduatorie provinciali per le supplenze: finalmente si valorizza la ricerca, ma la didattica universitaria? abbiamo evidenziato diversi dubbi sulla valutazione di attività di ricerca e didattica universitaria nelle domande per i concorsi scuola e per le graduatorie per le supplenze. Il Ministero ha risposto ad alcune di queste domande tramite le sue faq e attraverso un confronto con noi. Sulla base di tali chiarimenti, del bando del concorso ordinario, del bando del concorso straordinario, dell’O.M. n. 60 del 10 luglio 2020, della nota 1290 del 22 luglio 2022 e delle faq ministeriali, pubblichiamo le nostre faq.

Graduatorie provinciali per le supplenze: finalmente si valorizza la ricerca, ma la didattica universitaria?

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Il Ministero dell'Istruzione il 10 luglio scorso ha pubblicato l'ordinanza per la riapertura delle graduatorie per le supplenze. All'interno delle nuove tabelle di valutazione dei titoli e del servizio sono stati inseriti per la prima volta anche gli assegni di ricerca e l’ASN. Tuttavia, restano insoluti alcuni dubbi riguardo le modalità della loro valutazione a causa di diciture ambigue ed imprecise. Per questa ragione abbiamo richiesto ulteriori delucidazioni al Ministero guidato da Lucia Azzolina.

Quale valutazione degli assegni di ricerca nella scuola? Servono chiarimenti dal Ministero

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Nella tabella dei titoli valutabili del concorso ordinario per la scuola secondaria, è presente una voce dedicata agli assegni di ricerca. Tuttavia, in essa, sono contenuti dei punti oscuri che non permettono una corretta e chiara valutazione. Per queste ragioni, abbiamo inviato delle domande di chiarimento al Ministero dell'Istruzione.

 

Gli assegni di ricerca nuovamente rendicontabili in Horizon 2020: un sospiro di sollievo che non cancella l’emergenza per i giovani ricercatori

Il Ministro Giannini ha presentato la riammissione di assegni di ricerca, co.co.co e co.co.pro. tra le spese rendicontabili dei progetti finanziati da Horizon2020 come un risultato importante. In realtà si tratta dell’ennesimo escamotage, in grado di dare un sollievo momentaneo ma non di cambiare la condizione emergenziale vissuta da migliaia di giovani ricercatori italiani.

Se da una parte consentirà a molti precari della ricerca di prolungare la presenza nell’Università e continuare a svolgere il lavoro che amano, dall’altra manifesta una preoccupante assenza di volontà da parte del Governo di intervenire in maniera sistematica per ridefinire la filiera del reclutamento accademico.

Un intervento di questo tipo dovrebbe partire proprio dal superamento delle figure originariamente (e giustamente!) dichiarate inammissibili dall’Europa, figure caratterizzate da un trattamento stipendiale indegno, prive di diritti e di tutele previdenziali – la pervicace negazione della DIS-COLL agli assegnisti, da parte del Governo e del Parlamento, rimane un chiaro indicatore della considerazione che attualmente molte forze politiche hanno del lavoro di ricerca.