PhD e PA: oltre il danno la beffa!

L’Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia continua a ricevere segnalazioni inerenti il “malessere” di dipendenti pubblici-Dottori di Ricerca a causa delle condotte tenute da alcune Amministrazioni, tra cui paradossalmente anche alcuni Atenei, in cui a causa di un’errata interpretazione e/o “impropria” applicazione della normativa vigente in materia di congedo “per motivi di studio”, alcuni dottorandi/e e dottori/esse di ricerca si sono visti anziché “valorizzati”, addirittura “discriminati” nelle procedure per le progressioni economiche svolte dall’amministrazione di appartenenza, nei bandi di concorso espletati e perfino nel trattamento riservato al lavoratore nel momento del rientro in servizio, dopo il periodo di congedo.

ADI scrive a INPS: ingiustificato respingimento delle domande bonus 200 € per dottorandi/e

A fronte delle segnalazioni pervenute agli sportelli dell’Associazione dottorandi e dottori di ricerca in Italia – che già aveva provveduto a segnalare a questo Istituto numerose difformità nella possibilità stessa di presentare istanza per dottorandi italiani e stranieri – chi scrive, nelle sue qualità di rappresentante degli iscritti a corsi di dottorato di ricerca in seno al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, ha l’obbligo di portare a conoscenza delle SS.VV. come, a partire dalla giornata del 17 novembre 2022, moltissimi dottorandi in tutt’Italia abbiano riscontrato come la domanda per l’indennità, regolarmente presentata e nonostante la rispondenza a ciascheduno dei requisiti sopra elencati, sia stata respinta con la seguente generica motivazione: “non risulta iscritto alla Gestione separata e/o non risulta essere titolare di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa o di dottorando o assegnista di ricerca e/o il reddito derivante dai suddetti rapporti, per l’anno di imposta 2021, risulta superiore a 35.000 euro”.

No alla tagliola, sì al finanziamento della riforma del preruolo

Ad un mese dal Congresso si è riunita l'Assemblea Nazionale dell’ADI, che ha avuto a tema, oltre ad una serie di questioni relative all'organizzazione interna, l'analisi della fase politica attuale e la posizione dell'Associazione rispetto alla riforma del preruolo universitario.
 
L'Assemblea ha quindi ritenuto di rilanciare la piattaforma con cui ADI si pone rispetto alla riforma, riconoscendone gli aspetti positivi e migliorativi e chiedendo con forza la copertura finanziaria necessaria perché non si trasformi, invece, in uno strumento di ulteriore precarizzazione quando non di espulsione.
 

Legge di bilancio alternativa della Campagna "Sbilanciamoci"

Nel quadro della campagna “Sbilanciamoci”, di cui ADI è parte attiva assieme ad altre associazioni, abbiamo presentato la nostra proposta per la prossima legge di bilancio. Con l’articolo che abbiamo formulato chiediamo di stanziare un miliardo per le precarie e i precari della ricerca, proponendo:

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