diritti
Nel 2019 l’Unione europea ha emanato una direttiva che estende le norme sul whistleblowing anche a chi svolge un lavoro precario. Affinché essa venga recepita dal Governo italiano, in modo da assicurare alle moltissime figure precarie della ricerca, la tutela da fenomeni di mobbing, corruzione e sopraffazione, abbiamo inviato una lettera alla Commissione Politiche dell’Unione europea del Senato e al relatore della legge di delegazione europea 2019.
Pubblicato Mer, 19/02/2020 - 13:59
L'ADI ha lanciato la propria campagna comunicativa L(’)otto tutto l’anno l’8 aprile del 2019, a un mese esatto dalla terza giornata dello sciopero femminista dell’8 marzo. Lo scopo di questa campagna è l'elaborazione di una riflessione su come i tanti aspetti della questione di genere si intersechino con la realtà vissuta da dottorandi e dottori di ricerca dentro e fuori l’accademia tutti i giorni. Fino all'8 marzo 2020, i testi verranno pubblicati sui nostri canali social ogni ottavo giorno del mese, alle otto del mattino.
Pubblicato Gio, 08/08/2019 - 21:29
Le condizioni di lavoro e formazione del sistema accademico, al pari di altri luoghi di lavoro, espongono spesso a pressioni, ricatti, condizionamenti ed episodi di corruzione. Denunciare il mobbing, le intimidazioni e i casi di corruzione non è però un procedimento semplice ed è per questo che l'ADI mette a disposizione di tutti la propria Guida per la tutela da mobbing e corruzione.
Pubblicato Ven, 28/06/2019 - 14:15
La grande eco suscitata dall’inchiesta dell’autunno del 2017, che aveva coinvolto larga parte dei docenti di diritto tributario degli atenei italiani, si è sopita tanto rapidamente quanto si era levata. Eppure i fattori capaci di inquinare la ricerca scientifica sono molteplici, come ha dimostrato il convegno organizzato a fine novembre da ADI Genova dal titolo “Quando l’università pensa sé stessa. Riflessioni su etica, cultura, legalità”. Puoi scaricare e leggere gli atti del convegno su dottorato.it.
Pubblicato Mer, 19/06/2019 - 06:04
Abbiamo appreso con sconcerto e preoccupazione la notizia di questi giorni della sospensione dal servizio di una docente di un istituto superiore di Palermo, Rosa Maria Dell'Aria, ritenuta colpevole di mancata vigilanza perché i suoi alunni hanno preparato un lavoro di gruppo in cui il decreto sicurezza veniva accostato alle leggi razziali. Rifiutiamo l’idea che un insegnante possa e debba esercitare un controllo sulle opinioni degli alunni e chiediamo il ritirmo della sanzione.
Pubblicato Lun, 20/05/2019 - 16:04
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