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Cattedre Natta? No, grazie

Lunedì 14 novembre ADI, insieme a LINK – Coordinamento Universitario e Rete 29 Aprile, sarà davanti ai rettorati delle università italiane per spiegare cos'è il Decreto sulle "Cattedre Natta", cosa mette in discussione, e perché rischia di individuare come "meritevoli" professori che non lo sono affatto. Dopo l'enorme calo degli investimenti pubblici nel settore della ricerca, ci si prepara ora a finanziare pochi "eccellenti", individuati con metodi molto discutibili, continuando a negare un futuro a migliaia di dottorandi e ricercatori precari.

Chiediamo ai rettori un sussulto di dignità in difesa dell'università italiana, e una loro immediata presa di posizione contro il decreto.

Qui di seguito il testo del comunicato stampa congiunto tra ADI, Link e Rete 29 Aprile.

Cattedra Natta: i 500 "eccezionali" e il futuro dell'università italiana

"Davvero, non meritavo tutto questo."

La creazione del “Fondo per le Cattedre Universitarie del Merito Giulio Natta” ha ben poco di meritorio. Presentato come piano straordinario per il rientro dei “cervelli in fuga”, il provvedimento avrà un impatto irrisorio sulla reintegrazione del personale docente, falcidiato dai tagli degli scorsi anni. Inoltre non eviterà l’espulsione dal sistema universitario di migliaia di ricercatori precari: il 93.5% di loro, infatti, continuerà a non avere alcuna speranza di ottenere un contratto a tempo indeterminato (dati VI Indagine ADI). Infine renderà le procedure di reclutamento universitario sempre più inique e poco trasparenti. L’ADI si oppone dunque con forza all’ennesima misura eccezionale, che ancora una volta lascia irrisolti i principali problemi strutturali dell’università italiana.

Palermo, l'ADI con i ricercatori non strutturati. Più fondi alla ricerca, basta con il precariato

Pubblichiamo qui di seguito il testo del comunicato stampa che i precari della ricerca dell'Università di Palermo hanno inviato alle massime autorità accademiche e politiche, in occasione della partecipazione del Presidente del Consiglio all'inaugurazione dell'anno accademico del loro ateneo.

L'ADI si schiera con decisione a sostegno dei colleghi, rivendicando maggiore attenzione ai temi dell'Università e dalla Ricerca, sollecitando un rifinanziamento dell'Università pubblica e maggiori opportunità di carriera per i ricercatori non strutturati. La VI Indagine ADI su Dottorato e Post-Doc conferma infatti che gli effetti dei tagli e del ridimensionamento dell'università si scaricano quasi totalmente sulle componenti più deboli della comunità accademica. Nei prossimi anni solo il 6,5% di chi attualmente è assegnista di ricerca riuscirà ad accedere ad una posizione lavorativa stabile negli atenei italiani. Si accentuano inoltre le disuguaglianze tra università del nord e del centro-sud del paese, con l'evidente contrazione dei posti a bando che penalizza maggiormente il sud.

PhD Portraits: dottorandi e dottori di ricerca si raccontano

Il percorso del dottorato di ricerca è un susseguirsi di molteplici attività formative e lavorative. Ricerca bibliografica e archivistica, convegni e attività seminariali, esperimenti di laboratorio, supporto alla didattica e molto altro si condensano nel corso di tre anni: un'esperienza lavorativa complessa, unica e specifica per la quotidianità vissuta da ogni dottorando.

L'iniziativa PhD Portraits vuole restituire la ricchezza e la diversità delle esperienze che dottorandi e dottori di ricerca vivono ogni giorno, descrivendo le attività e i risultati del loro lavoro, nonché le ragioni che li hanno spinti a intraprendere questa strada.

 

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