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Ricercatori Determinati: per il futuro dell’Università pubblica in Italia

Ricercatori Determinati: per il futuro dell’Università pubblica in Italia

Alla fine del 2010 negli atenei italiani insegnavano 56.000 docenti. A otto anni di distanza dall’approvazione della Legge Gelmini, l’organico delle università si è ridotto a 50.000 strutturati. Nel frattempo sono esplose le forme di lavoro atipiche e a tempo determinato: a 3.500 ricercatori di tipo A e 2.500 di tipo B si affiancano quasi 15.000 assegnisti di ricerca. Si tratta di personale necessario per garantire in tutti gli atenei il mantenimento di normali livelli di ricerca e didattica,  e in alcuni contesti persino per lo svolgimento del lavoro amministrativo.

Partecipa all'indagine europea sui postdoc

Partecipa all'indagine europea sui postdoc

Sei un assegnista di ricerca o un ricercatore a tempo determinato? Hai un contratto di collaborazione o una borsa di ricerca?

Ti invitiamo a partecipare alla prima indagine sui postdoc, realizzata in collaborazione da associazioni di dottorandi e giovani ricercatori di 28 paesi europei con il coordinamento di Eurodoc (European Council of Doctoral Candidates and Junior Researchers).

La precarietà uccide la ricerca: una risposta ai dirigenti degli IRCCS

La precarietà uccide la ricerca: una risposta ai dirigenti degli IRCCS

Il 14 luglio il “Decreto Dignità” (D.L. 87/2018) è entrato in vigore a seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. In attesa della conversione in legge da parte del Parlamento, le polemiche sui contenuti del provvedimento non sono cessate e hanno toccato inaspettatamente anche il mondo della ricerca.

ADI scrive al Ministro Bussetti: dottorato e postdoc, è ora di tornare a investire nella ricerca!

ADI scrive al Ministro Bussetti: dottorato e postdoc, è ora di tornare a investire nella ricerca!

Oggi ADI, Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani, ha scritto al neo-ministro dell'Università, Istruzione e Ricerca per chiedere un incontro e discutere "alcune questioni di primaria urgenza per il mondo dell’Università e della Ricerca". Molti sono i temi sul tavolo: dalla valorizzazione del titolo di dottorato nel settore pubblico, scolastico e privato, ad un serio investimento sul dottorato di ricerca, per sanare le disparità a tutt'oggi esistenti tra i dottorandi e garantire loro maggiori opportunità di formazione e ricerca, fino ad una radicale riforma del preruolo che sblocchi il reclutamento ed eviti "la desertificazione delle possibilità di sviluppo e innovazione per il Paese".

ADI è disponibile ad un confronto ampio e costruttivo con il MIUR su questi temi, nell'auspicio che si possa finalmente arrivare ad una risoluzione dei problemi più importanti dell'università italiana.

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