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Dalla Legge di Bilancio un’Università più precaria

Dalla Legge di Bilancio un’Università più precaria

Il combinato disposto delle norme previste nella Legge di Bilancio 2019 lega il reclutamento di docenti e ricercatori universitari al filo sottile dell’andamento del ciclo economico e delle valutazioni dei tecnici di Bruxelles e rischia di incrementare ulteriormente la percentuale di precari nell’Università italiana.

Legge di Bilancio 2019: gli emendamenti di ADI per il futuro dell'università italiana

Aumento della borsa e aggancio al minimale contributivo INPS, copertura totale dei posti di dottorato con borsa di studio, esenzione dal pagamento dei contributi per la frequenza dei corsi di dottorato; ma anche maggiori risorse per il reclutamento di RTDb, valorizzazione del dottorato nei concorsi della pubblica amministrazione e radicale ripensamento delle norme relative agli incentivi per l'assunzione dei dottori di ricerca nelle imprese: sono solo alcune delle proposte contenute negli emendamenti al DdL Bilancio 2019 che l’ADI – Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani ha elaborato.

Cattedre Natta: i fondi vadano ad assunzioni per #ricercatorideterminati

Secondo le ultime indiscrezioni, le bozze della manovra economica del governo prevedono l’abolizione delle cosiddette “Cattedre Natta”, ossia le cattedre previste dalla Legge di bilancio 2016 destinate alle chiamate dirette di docenti nelle nostre Università, contro cui ADI, FLC CGIL, LINK e altre organizzazioni rappresentative dell’accademia hanno firmato sin da subito un appello congiunto.

Legge di Bilancio 2019: quali novità per dottorandi, assegnisti e precari della ricerca?

Legge di Bilancio 2019: quali novità per dottorandi, assegnisti e precari della ricerca?

Il 15 ottobre scorso, il Consiglio dei Ministri ha approvato una serie di decreti che definiscono il quadro della Legge di Bilancio 2019. Poiché il contenuto effettivo delle misure non è ancora noto, il giudizio di ADI sulla manovra rimane sospeso. Proviamo tuttavia a guardare insieme cosa dottorandi, dottori di ricerca, assegnisti e ricercatori precari possono aspettarsi dalla manovra finanziaria.

Il primo decreto legge approvato dal Governo ha preso il nome di “Disposizioni urgenti per la deburocratizzazione, la tutela della salute, le politiche attive del lavoro e altre esigenze indifferibili”.

Ricercatori Determinati: per il futuro dell’Università pubblica in Italia

Ricercatori Determinati: per il futuro dell’Università pubblica in Italia

Alla fine del 2010 negli atenei italiani insegnavano 56.000 docenti. A otto anni di distanza dall’approvazione della Legge Gelmini, l’organico delle università si è ridotto a 50.000 strutturati. Nel frattempo sono esplose le forme di lavoro atipiche e a tempo determinato: a 3.500 ricercatori di tipo A e 2.500 di tipo B si affiancano quasi 15.000 assegnisti di ricerca. Si tratta di personale necessario per garantire in tutti gli atenei il mantenimento di normali livelli di ricerca e didattica,  e in alcuni contesti persino per lo svolgimento del lavoro amministrativo.

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